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I soggiorni vista vigna valgono 10 milioni di euro per gli host italiani di Airbnb

24.10.2022

Il colosso dell’hospitality Airbnb nel maggio scorso ha colto il potenziale del tursimo enogastronomico su scala globale puntando sulla nuova categoria “Vigneti”, rivelatasi grande successo negli Stati Uniti come in Europa. Nel Vecchio Continente l’Italia si posiziona tra le mete preferite, al secondo posto dopo la Spagna ma prima della Francia, con un giro di affari di ben 10 milioni di euro per gli host nostrani in soli tre mesi.
 


Ci ha visto bene Airbnb quando, lo scorso maggio, ha deciso di lanciare una nuova categoria di soggiorno dedicata al mondo del vino, creando un ventaglio di scelte per la categoria “Vineyards” che oggi è molto ampia: 120.000 alloggi all’interno o nei pressi di vigne in tutto il mondo, di cui oltre 4.000 in Italia, dove l’offerta più cospicua è in Toscana.

Forte dei dati che mostravano come i soggiorni nei vigneti, unitamente ad altre esperienze fuori dai classici schemi come le case sugli alberi e le dimore storiche, fossero cresciuti del 120% nel 2021 rispetto al 2019, e delle cifre relative ai guadagni medi degli host che solo in Gran Bretagna si aggiravano intorno alle 9.200 sterline, Airbnb ha aperto una nuova finestra su una realtà dal grandissimo potenziale.

Chi sceglie un soggiorno in una villa o una struttura calata in un territorio votato alla viticoltura ha infatti la possibilità non solo di godere di una suggestiva vista sui filari, ma anche di scegliere tra numerose attività organizzate dagli host finalizzate alla scoperta di questo meraviglioso mondo.

Dalla più classica degustazione, alla visita in cantina in compagnia del vignaiolo, passando da approfondimenti in materia enologica o sulle caratteristiche dei terroir di riferimento, tutte esperienze che gli appassionati ricercano perché desiderosi di conoscere almeno quanto di degustare.

Ma oggi nel mondo condividere una casa con vista sui filari sta iniziando a diventare una opportunità significativa anche per molte aziende vitivinicole.

Negli Stati Uniti si parla di introiti per oltre 270milioni di dollari nel solo secondo trimestre del 2022, con un guadagno medio di 8.000 dollari. Il 45% degli host statunitensi della categoria “Vigneti” avrebbe un’età compresa tra 30 e 50 anni e più di un quarto sarebbero anziani di età superiore ai 60 anni mentre il 62% sarebbe rappresentato da donne. Gli ospiti invece spazierebbero dalla Generazione X (31%) ai Boomer (16%), famiglie alla ricerca di una vacanza a contatto con la natura (28%), o coppie alla ricerca di una esperienza romantica (31%).

L’opportunità di guadagnare per gli host statunitensi varierebbe da costa a costa. A guadagnare di più, in cima alla top list sarebbe la California con 61milioni di dollari, seguita dal Tennessee con 42 milioni e al terzo posto dalla Florida con 17 milioni.

E in Europa? Secondo i dati diffusi da Airbnb la protagonista della categoria sarebbe la Spagna con i soggiorni nelle isole Baleari, in Catalogna e Andalusia. Terza la Francia, con gli host di Provenza, Aquitania, Borgogna e Rodano.

Gli host italiani, sempre nel periodo che va da aprile a giugno, complessivamente avrebbero invece registrato un guadagno totale di 10 milioni di euro, posizionando il nostro paese nel 2022 al secondo posto della top 10 europea, a conferma della attrattività del patrimonio enogastronomico nostrano.

Sono due le regioni che rientrerebbero tra le eccellenze: la Toscana, terza regione del continente per guadagno generato con circa 2.600 euro di ricavi in media per host, e il Veneto al nono posto con circa 2.400 euro.

Ma l’attenzione degli enoturisti sarebbe rivolta anche ai territori del Chianti Classico e del Lago di Garda, occupando le prime posizioni nella classifica delle 30 città per ricavi totali degli host. A seguire l’Umbria e la Campania. Sempre la Toscana registrerebbe il maggior numero di notti prenotate (43.410 da aprile a giugno 2022, circa il doppio rispetto al 2021).

Per quanto riguarda le località che hanno sancito il successo dell’Italia in classifica rientrerebbero nell’ordine San Gimignano patria della Vernaccia, Greve in Chianti nel cuore del Chianti Classico, Bardolino, Montepulciano, le vigne del Garda e Lazise terre di Lugana e Chiaretto, Orvieto, Vietri sul Mare, Maiori in costiera Amalfitana, terre di viticoltura eroica e dalle straordinarie bellezze naturali, e Montalcino patria del Brunello.

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