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Com’è cambiato il consumo di pesce al ristorante? E a casa? Un approfondimento Unioncamere Puglia

26.10.2022

Un’indagine di Unioncamere Puglia, realizzata con Astra Ricerche, ha messo in rilievo i nuovi trend dei consumatori al ristorante quando scelgono piatti a base di pesce.

Gli italiani mangiano sempre più pesce, soprattutto i giovani. Lo rivela uno studio di Unioncamere Puglia, commissionato ad Astra Ricerche e presentato alla Fiera del Levante di Bari, che ha fotografato il futuro dell’economia del mare, con un focus sul consumo di pesce al ristorante.

Negli ultimi quattro anni il mercato è cambiato rapidamente: il 57.1% degli italiani consuma pesce almeno una volta alla settimana: soprattutto i più giovani (18-24 anni). E inoltre il 23.1% del campione ha aumentato il consumo di prodotti ittici. Il principale motivo per cui si consuma pesce è il suo ruolo cardine in un’alimentazione sana ed equilibrata (81.3%), seguito dal gusto (76.0%) e dagli elementi nutritivi apportati (73.6%).

Pesce al ristorante

Al ristorante, gli italiani si aspettano prima di tutto pesce freschissimo (73.7%), poi un gusto superiore (52.7%), quindi la garanzia che la materia prima sia di origine italiana (50.4%). Solo il 33.7% sceglie un ristorante di pesce per la creatività dello chef.
Il prodotto quindi è più importante del servizio in questo ambito, ma molto potrà cambiare in futuro: il 36.1% del campione afferma infatti di essere disposto ad assaggiare nuove proposte nel panorama della cucina di pesce e il 26.5% utilizza servizi di delivery per portate di pesce.

Si fa strada, inoltre, il tema del consumo sostenibile nel settore Horeca: il 65,2% del campione è favorevole alle “porzioni ripensate” o al doggy bag, il 61,1% mostra attenzione per la riduzione degli sprechi nelle cucine, il 62,4% alla pesca sostenibile e il 59,4% alla trasparenza sull’origine della materia prima.

Anche nel delivery gli italiani si mostrano aperti alle innovazioni: spicca l’idea di formule veloci e semplici per il consumo di pesce presso la ristorazione organizzata (49.0%), ma ottimo consenso ottengono anche l’idea di una più ampia offerta di consegne di prodotti ittici pronti (48.5%) e di ‘meal kit’ preparati da chef di alto livello con cottura terminata a casa dal consumatore finale (40.8%).

Rischio fake news

Dallo studio è emerso, però, anche il rischio di un’informazione frettolosa. Gli italiani sono difatti poco informati sulla pesca e sull’allevamento (solo il 30.6% dichiara di esserlo molto o abbastanza) e il rischio di fake news è evidente: tra le fonti di informazione prevalenti troviamo la TV (46.5%), seguita da notizie online 31.9%, siti specializzati 26.2% e social network (18.8%). Rilevante anche il ruolo di ristoratori e chef, che si dimostrano una fonte di informazione autorevole per il 20.3% degli intervistati.

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