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Segmento no/low alcool: cresce l’interesse anche nella ristorazione e nelle fiere

31.01.2023

Le bevande no/low alcool rappresentano un trend in via di significativa crescita destinato a determinare effetti anche sul mondo enoico, a partire dalla ristorazione e passando per le grandi fiere come ProWein
 


Le bevande a basso tenore di alcool e le loro versioni alcol free negli ultimi mesi hanno continuato a performare in modo convincente, conquistando il mercato e rendendo sempre più attuale il dibattito sull’approccio che il mondo enoico dovrebbe assumere nei confronti di un fenomeno che ha oramai consacrato la sua natura di trend piuttosto che di moda.

Come mostrano i risultati dell’indagine dell’International Wine & Spirit Research (ISWR) condotta su dieci tra i principali mercati del mondo (Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Sudafrica, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti) il giro d’affari delle bevande no/low alcool ha raggiunto i 12 miliardi di dollari, con una crescita aggregata del 5% annuo nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022 e un tasso di crescita previsto tra il 2022 e il 2026 del 7%.

A guidare la tendenza sono i cambiamenti di stili di vita e di consumo, in via di diffusione anche tra i bevitori, che scelgono di fare un passo avanti ed abbracciare un modello improntato alla tutela della salute e alla consapevolezza.

E così si configurano nuove categorie per un mondo low/no alcool in continua evoluzione: dai “Substituters”, che pur essendo consumatori di alcolici li sostituiscono in alcune occasioni con prodotti a bassa gradazione alcolica o analcolici, ai “Blenders”, ossia chi passa dalle bevande no/low alcool a quelle alcoliche nella stessa occasione, agli “Abstainers”, cioè chi si astiene completamente da bere alcolici.

Il mercato no alcol sembra crescere più rapidamente di quello low grazie, dal lato dell’offerta, agli sforzi profusi per il miglioramento del gusto e delle tecniche di produzione, e, dal lato della domanda, grazie alla crescente diversificazione delle occasioni di consumo.

Secondo gli analisti la sfida più grande che il segmento si trova ad affrontare oggi è quella della disponibilità, dal momento che i prodotti in questione in molti mercati nel canale distributivo tradizionale oltre ad essere scarsi in termini di scelta non sono adeguatamente visibili. Laddove questa condizione mutasse la crescita potrebbe assumere ritmi molto più significativi.

Un tema interessante, quello della disponibilità e della visibilità, che potrebbe quindi cambiare gli equilibri e gli scenari. Primi passi in tal senso si muovono nel mondo della ristorazione, soprattutto di alto profilo, dove, anche nei paesi più conservatori dalla solida tradizione enologica, si iniziano a sperimentare pairing in linea con le nuove tendenze e a renderne evidenza nei menu.

Fanno la loro comparsa soluzioni come tisane, calici di tè, succhi ed estratti, bevande fermentate, tutti prodotti rigorosamente no/low alcool da abbinare ai piatti in degustazione, per arrivare, attraverso un percorso sicuramente inedito, almeno per la cultura di alcuni Paesi, all’obiettivo finale dell’esaltazione del gusto. Proposte che sembrano incontrare il gradimento soprattutto di turisti e giovanissimi di età compresa tra i 18 e i 22 anni, rappresentanti di quella Generazione Z che è probabilmente la più alcool free di tutti i tempi.

Passi avanti anche nel mondo delle fiere, con ProWein che per la prossima edizione, in programma dal 19 al 21 marzo 2023, dedicherà un’intera area ai vini dealcolati, un modo per cogliere le potenzialità del segmento nonostante ad oggi il vino dealcolato, rispetto a birra e sidro analcolici, che incideranno secondo le stime per il 70% della crescita, sembri destinato a non avere un ruolo di protagonista della categoria no-low, ma pronto comunque a crescere in tanti mercati, primo fra tutti gli Stati Uniti.

World of Zero”, questo è il nome del padiglione, vuole essere un “palcoscenico proattivo”, per usare una espressione cara agli organizzatori: mentre in passato i prodotti analcolici erano distribuiti ciascuno presso lo stand del suo produttore, nella prossima edizione di Prowein si ritroveranno in un unico spazio, novità che per gli operatori del mondo della ristorazione e della distribuzione consentirà un accesso più rapido e immediato, con benefici per espositori e buyers.

photo: Messe Düsseldorf/ctillmann

Un’iniziativa, quella di ProWein, che sicuramente sposa da un lato una tendenza tutta tedesca, se si considera che la Germania è il mercato più grande e maturo per i prodotti no-low alcool, davanti a Giappone, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito, ma dall’altro spinge anche gli altri Paesi a prendere atto di una nuova direzione che nel tempo abbraccerà sempre più significativamente anche le realtà più conservatrici.

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