Categorie
Horeca News
Ceres Lager lancia Bar Paradiso, la campagna dedicata a chi resta in citt | Heinz porta i fritti regionali al centro del Frittini dItalia Tour | Mano Libera, il ristorante italiano di Miami segnalato dalla Guida Michelin | Shopping Tourism 2026, a Parma il forum sulle prospettive del settore | Estate a tavola: il men leggero dello chef Ciccotelli al Vici Bistrot | Cinzia Ferro trasforma i misteri del Lago Maggiore e il territorio in cocktail | La cucina giappo-ligure del Sushi Beach di Savona conferma le Due Bacchette Gambero Rosso | Scopri la parola del giorno su WikiHoreca.com: Show Cooking | 50 Top Pizza, Salvatore Lioniello entra nella classifica mondiale | Gorgonzola DOP Marca Oro ottiene 3 Stelle ai Great Taste Awards 2026 | Il ristorante HEBBO Wine & Deli eccellenza premiata per l'offerta dei vini | Non ''un caff'' ma tanti: con F.lli Bonacchi il fine pasto diventa un'opportunit di valore | Latterie Vicentine, Gianluca Paulillo nominato Direttore Generale | Enigma inaugura un nuovo corso: al Cala Moresca la cucina dellautenticit firmata dai fratelli Barbato | Grand Hotel Excelsior Vittoria premiato ai Worlds Best Awards 2026 | Carlsberg mappa il genoma del luppolo, per birre pi resistenti al clima e nuovi profili aromatici | illycaff, ricavi a 373 milioni: crescita del 19% nel semestre | L'abbinamento estivo tra Sauvignon e raviolo di gambero rosso | HIP apre le iscrizioni alla prima edizione italiana: attesi oltre 10.000 professionisti del settore Horeca | Glovo integra il proprio catalogo in ChatGPT e Claude con un nuovo Shopping Assistant | Impsto, un laboratorio di pasta fresca al Delta Sharm | Dal cacao al wasabi: super ingredienti a quota 5,8 miliardi di euro | Capsule e cialde diventano imballaggi: cosa cambia con il PPWR | Carlotta Andreacchio apre Onde Lente, nuovo progetto gastronomico a Messina | Cantina di Montalcino rinnova lofferta enoturistica e la relazione con il pubblico | Paulaner Weissbier 0,0%: la birra analcolica dalla tradizione bavarese | NastiEat, da ex capannone industriale a progetto di ristorazione: la storia della famiglia Nasti | Il FOOI affida la presidenza a Tommaso Loiodice | Lasagna Day, CHEF celebra il piatto simbolo della convivialit italiana | Avolta Legend Award: prima edizione premia Lara Gilmore e Massimo Bottura |

Assica al nuovo Governo: la filiera carni suine e salumi è pronta a contribuire al rilancio del Paese

26.10.2022

Ruggero Lenti, presidente di Assica comunica dieci punti da sottoporre al neoministro dell’Agricoltura: temi chiave di interesse cruciale per le aziende e gli addetti del comparto carni suine e salumi

Ruggero Lenti, presidente di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) augura buon lavoro al governo appena insediato e comunica dieci punti da sottoporre al neoministro dell’Agricoltura: temi chiave di interesse cruciale per le aziende e gli addetti del comparto carni suine e salumi. Inoltre ritiene fondamentale un confronto sui temi di messa in sicurezza e rilancio dei settori strategici del nostro paese, di cui la filiera rappresenta un parte decisiva.

Ecco quanto riportato dalla nota stampa:

Priorità della filiera carni suine e salumi

–          Sicurezza Energetica: nello scenario attuale in cui l’energia sta diventando un bene a difficile accesso, le aziende della catena agroalimentare non possono correre il rischio di subire distacchi, razionamenti o vedersi costrette a spegnere, anche solo temporaneamente i macchinari che consentono la produzione e la conservabilità del cibo. I settori come il nostro, che lavorano cibi altamente deperibili devono poter lavorare con la garanzia della continuità delle forniture, sapendo di essere esclusi da razionamenti o distacchi programmati, pena la perdita di considerevoli quantità di preziosi alimenti con danni economici e sociali incalcolabili. Per questo è opportuno che le aziende della nostra filiera siano dichiaratamente riconosciute come strategiche nei piani energetici nazionali.

–          Lotta alla PSA: continuare a contenere l’emergenza veterinaria ed eradicare la malattia dal suolo continentale. Scongiurare che il problema tocchi il bacino produttivo base delle DOP e riaprire i canali di export nei Paesi Terzi.

–          Meat Sounding: una battaglia culturale. Un nome che identifica tradizionalmente un prodotto di carne o un salume non può essere usato per un ricostituito a base vegetale. Basta “filetto di seitan” o “bistecca di quinoa” o ancora “bresaola vegana”. I nomi associati alla carne sono associati anche ad un metodo produttivo ad alta intensità di lavoro: il loro uso corretto è rispetto per le capacità e competenze di una filiera intera.

–          Zootecnia nazionale e sostenibilità: l’impegno più oneroso è promuovere in Europa il valore di sostenibilità delle nostre produzioni, spesso meglio posizionate rispetto agli altri Stati UE, ma cionondimeno ugualmente penalizzate dall’approccio preconcetto di questa Commissione europea che vorrebbe ridurre il consumo di carne e limitarne l’allevamento per legge. Non accettiamo nessuna discriminazione a priori in quanto non esistono settori sostenibili o non sostenibili di per sé. Sono i metodi di produzione che possono essere più o meno sostenibili. Assistiamo a continui ostracismi – immotivati e senza solide basi scientifiche – su più fronti da parte della burocrazia di Bruxelles che non manca occasione, solo per fare un esempio, di complicare l’attuazione dei programmi di promozione del food europeo laddove siano presenti carni o prodotti a base di carne.

–          Rilanciamo l’export: con circa 20 milioni di euro persi ogni mese da gennaio 2022 per mancato export verso oriente a causa della PSA sul territorio continentale, è importante contribuire alla ripartenza dell’export di carni suine e salumi. Per esportare, le aziende della salumeria devono spesso investire in strutture e stabilimenti dedicati per soddisfare i requisiti di abilitazione dei Paesi Terzi, spesso più stringenti delle norme UE. Sostenere tali investimenti è una leva dall’efficacia esponenziale per imprimere slancio all’export di salumi nazionali.

–          Nutrinform/Nutriscore – la grande battaglia europea del food si gioca anche sull’etichettatura nutrizionale fronte confezione. L’Europa sta valutando un modello armonizzato e pare si stia orientando su Nutriscore. Dobbiamo consolidare azioni nazionali e alleanze internazionali europee perché Nutrinform sia un’alternativa concreta e a cui la Commissione europea non possa rifiutarsi di guardare.

–          Pratiche sleali: l’implementazione e l’attuazione della direttiva richiede ancora una parte di lavoro e sforzo per definire in maniera univoca, chiara e trasparente i perimetri del comportamento lecito tra le parti dei contratti di compravendita nell’agrifood. Si può ipotizzare la costituzione di un tavolo permanente tra gli attori della filiera agrifood con funzioni di osservatorio e coordinato presso ICQRF. Altrettanto utile potrebbe essere l’emanazione di indicazioni puntuali operative e applicative, magari previa consultazione e ascolto degli operatori per cogliere appieno le loro esigenze.

–          Ripristino dei dialoghi di filiera, ampliandone il concetto a tutti i portatori di interessi coinvolti anche collateralmente. Tavoli di filiera allargati a cominciare da quella suinicola, la più esposta oltre che alla crisi anche alla PSA, coinvolgendo tutti gli attori in senso “esteso” dunque mangimisti, distributori, horeca, logistica.

–          Sburocratizzare: attuare forme di snellimento burocratico per l’accesso alle risorse disponibili come aiuto agli investimenti privati, prevedendo automatismi e verifiche digitali di quanto già depositato per obbligo documentale. Favorirebbe la partecipazione e lo sviluppo di quel tessuto imprenditoriale fatto di medie aziende con poco personale, prevalentemente impegnato nella delicata fase di produzione del cibo e che poco tempo ha per dedicarsi alla predisposizione di progetti e raccolta documenti.

–          DOP e IGP pioniere dello sviluppo: le produzioni DOP e IGP rappresentano un’importante chiave per lo sviluppo del settore in Italia e all’estero. I Consorzi che ne raggruppano i produttori sono un riferimento fondamentale per la crescita delle produzioni che rappresentano e per la tutela sul mercato delle stesse. L’esperienza italiana è sempre stata all’avanguardia in questo ambito, specie nel settore dei salumi. É ora di costruire un nuovo slancio per i Consorzi, favorendo l’ammodernamento della loro disciplina e delle funzioni loro riconosciute dalla normativa comunitaria, ampliandone l’ambito di azione e contribuendo a un loro ruolo più centrale nella tutela legale e commerciale delle produzioni.

ASSICA, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, è l’organizzazione nazionale di categoria che, nell’ambito della Confindustria, rappresenta le imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine. Nel quadro delle proprie finalità istituzionali, l’attività di ASSICA copre diversi ambiti, tra cui la definizione di una politica economica settoriale, l’informazione e il servizio di assistenza ai 180 associati in campo economico/commerciale, sanitario, tecnico normativo, legale e sindacale. Competenza, attitudine collaborativa e affidabilità professionale sono garantite da collaboratori specializzati e supportate dalla partecipazione a diverse organizzazioni associative, sia a livello nazionale che comunitario. Infatti, sin dalla sua costituzione, nel 1946, ASSICA si è sempre contraddistinta per il forte spirito associativo come testimonia la sua qualità di socio di Confindustria, a cui ha voluto aderire sin dalla nascita, di Federalimentare, Federazione italiana delle Industrie Alimentari, di cui è socio fondatore, del Clitravi, Federazione europea che raggruppa le Associazioni nazionali delle industrie di trasformazione della carne, che ha contribuito a fondare nel 1957
Cerca una città o selezionane una popolare tra quelle elencate
Registrati