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Un disegno di legge vieta la registrazione di marchi che danneggiano DOP e IGP

07.12.2022

Nel ddl sulla modifica del Codice della Proprietà Industriale si introduce il divieto di registrazione di marchi evocativi o usurpativi di IGP e DOP, un passo importante per la tutela del made in Italy e contro l’Italian Sounding

Lo scorso 1 dicembre il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato un disegno di legge di modifica al Codice della proprietà industriale del 2005.
Il Codice della proprietà Industriale a suo tempo ha introdotto nel sistema italiano una disciplina organica e strutturata in materia di tutela, difesa e valorizzazione dei diritti di proprietà intellettuale e la sua attuale modifica rientra nella riforma del sistema della proprietà industriale, prevista dal PNRR. Diversi sono gli obiettivi che si propone: il rafforzamento della competitività del sistema Paese e della protezione della proprietà industriale; la semplificazione amministrativa; la digitalizzazione delle procedure in materia di titoli di proprietà industriale.

Il provvedimento contiene alcuni passaggi importanti anche per le Igp e le Dop del paese. Vediamo cosa prevede nel dettaglio il disegno di legge:

  • si introduce il divieto di registrazione di marchi evocativi o usurpativi di indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta;
  • si riconosce la protezione temporanea dei disegni e modelli esposti in fiere nazionali o internazionali;
  • si stabilisce che i diritti nascenti dalle invenzioni realizzate dal personale di ricerca spettino alla struttura di appartenenza dell’inventore, salvo il diritto di quest’ultimo di esserne riconosciuto autore e, al contempo, si riconosce l’autonomia di università, enti pubblici di ricerca e IRCCS per disciplinare le premialità connesse all’attività inventiva;
  • si rafforza il controllo preventivo rispetto al deposito relativo alle domande di brevetto potenzialmente utili per la difesa del Paese e se ne accelera la procedura;
  • si accelerano i tempi dei giudizi presso la Commissione dei ricorsi avverso i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi;
  • si sopprime l’obbligo di trasmettere all’UIBM la documentazione cartacea depositata presso le Camere di commercio;
  • si prevede il ruolo di tutela del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, in assenza di Consorzi di tutela;
  • si riduce da diciotto a dodici mesi il periodo obbligatorio di tirocinio ai fini dell’ammissione all’esame di abilitazione all’esercizio della professione di consulente in proprietà industriale;
  • si prevede che la regolarizzazione dei pagamenti tardivi inerenti ai titoli di proprietà industriale sia subordinata al pagamento del diritto di mora per ogni annualità incompleta o irregolare.

Soprattutto il divieto di registrazione di marchi evocativi o usurpativi di indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta rappresenta un importante passo in avanti per far fronte ai sempre e più numerosi casi di evocazione presenti nel mercato italiano ed anche in quello europeo. In questi mesi attraverso anche il lavoro nella Commissione consultiva permanente del CNALCIS, Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding, che più volte ha discusso il disegno di legge in questione, Origin Italia, Associazione Italiana Consorzi di Indicazione Geografica, ha sottolineato le crescenti criticità delle evocazioni delle denominazioni DOP IGP da parte di marchi privati, visto il successo delle prime. Il tema della proliferazione dei marchi privati e pubblici a danno delle eccellenze italiane era stato portato all’attenzione anche del Ministro Francesco Lollobrigida in occasione della presentazione del Rapporto Ismea Qualivita 2022.

“Esaudite alcune richieste di Origin Italia nel Disegno di Legge sulla proprietà industriale – dichiara Cesare Baldrighi Presidente di Origin Italia – che da sempre si batte sui temi dell’evocazione e della semplificazione per quando riguarda la tutela delle DOP IGP italiane. Un passo importante che va nella direzione giusta, anche se restano aperte le sfide europee su questi temi. Il nostro auspicio è che con la Riforma del sistema delle Indicazioni Geografiche si possa consolidare una visione più chiara dell’evocazione per non ripetere i casi Prosek e Aceto Balsamico sloveno o cipriota”.

Cesare Baldrighi
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