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Olio d’oliva. Campagna complicata: il prodotto potrebbe non bastare

21.10.2022

ASSITOL lancia l’allarme: si registra un forte scompenso tra produzione e fabbisogno di olio d’oliva. La siItuazione non è mai stata così difficile negli ultimi 10 anni. A complicare lo scenario la scarsità di materia prima e i rincari energetici. Scongiliate le promozioni a ribasso che farebbero scarseggiare prima del tempo previsto il prodotto sugli scaffali

Che succederebbe se gli italiani vedessero mancare l’olio d’oliva sugli scaffali del supermercato? La provocazione arriva da ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, preoccupata per la situazione del settore, chiamato ad affrontare una delle peggiori campagne olearie degli ultimi decenni.

Avevamo parlato di autunno caldo per l’olio d’oliva agli inizi di settembre – ricorda Andrea Carrassi, Direttore Generale dell’Associazione -. Purtroppo non ci siamo sbagliati. La sproporzione tra consumi e produzione è tale che, di qui alla prossima estate, potremmo non avere olio a sufficienza per gli scaffali della Grande Distribuzione”.
Secondo stime delle organizzazioni agricole circolate in questi giorni, infatti, le 200mila tonnellate di olio d’oliva, previste per questa campagna, non basteranno per il fabbisogno nazionale, pari a 600mila tonnellate. “Lavorare con quantitativi di olio extra vergine così ridotti – commenta il Direttore di ASSITOL – sarà molto difficile per le aziende, abituate a garantire tutto l’anno i loro prodotti”.

La mancanza di olio non è soltanto italiana, ma coinvolge buona parte del Mediterraneo. In base alle ultime previsioni, la Spagna, primo produttore mondiale di olio d’oliva, vive una riduzione dei volumi da record (-50)%, che rende ancora più incerta la disponibilità del prodotto a livello mondiale. Non va molto meglio a Portogallo (-30%) e Tunisia (-16%). A complicare lo scenario, i rincari energetici e la scarsità di materia prima hanno già quintuplicato i costi all’origine dell’olio extra vergine, incrementando di conseguenza anche i prezzi al consumatore.

In una situazione così complessa, appare controproducente spingere i consumi con intense attività promozionali, come ad esempio le vendite sottocosto, perché ciò potrebbe provocare un esaurimento anticipato dei già scarsi volumi di olio a disposizione.

“Per affrontare la complessità della situazione – conclude Carrassi – occorre grande senso di responsabilità da parte di tutta la filiera, dalla produzione agricola a noi industriali, fino alla Grande Distribuzione. Per questa ragione, in un momento in cui l’olio d’oliva sta diventando merce rara, riteniamo opportuno evitare il ricorso continuo alle promozioni, che danneggerebbe la fiducia del consumatore nei confronti dell’intero comparto oleario, svilendo il valore del nostro impegno”.

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