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Inaugurato il nuovo impianto di biometano della filiera Granlatte Granarolo

06.12.2022

L’azienda agro zootecnica Pieve Ecoenergia, associata alla filiera Granlatte Granarolo, rappresenta un modello in termini di economia circolare. Con due impianti di biogas elettrico e uno di biometano, avvia il percorso verso la negatività carbonica nella produzione del latte.
 


È stato inaugurato ieri il nuovo impianto di biometano  dell’Azienda Agricola Pieve Ecoenergia a Cingia de’ Botti (CR), uno dei primi impianti integrati  all’allevamento d’Italia, alla presenza delle massime istituzioni, del Presidente di Granarolo Gianpiero  Calzolari, del Vicepresidente di Granarolo e Responsabile di Pieve Ecoenergia Danio Federici, e di Isaia  Puddu, Direttore Generale della Cooperativa Granlatte.

Il nuovo impianto rappresenta un modello virtuoso in termini di sostenibilità: produrrà infatti 320 metri  cubi/h di biometano, 2.700.000 metri cubi/anno che consentiranno un risparmio di 6.350 t anno di CO2 eq.

Il biometano sarà direttamente immesso in rete, consentendo all’allevamento a cui è legato di ridurre il più  possibile l’impatto dell’intera attività produttiva.

Danio Federici

La simbiosi tra gli animali allevati e i batteri prodotti è stretta in Pieve Ecoenergia, perché l’impianto di digestione anaerobica rappresenta di fatto la concimaia della stalla. A tutti i reflui della stalla verranno aggiunti i sottoprodotti agroindustriali di ritorno dalla lavorazione, ad esempio gli scarti del pomodoro, le foglie e i tutoli di mais, normalmente inseriti nel piano culturale.

Oltre al biometano immesso in rete, l’impianto restituirà il digestato, fertilizzante organico di alta qualità che  soppianterà i concimi chimici utilizzati dall’azienda.

La stalla, certificata sul benessere animale, è dotata di robot per alimentazione e mungitura, conta 900 vacche in lattazione per la produzione di latte alimentare, conferito al Gruppo Granarolo. La parte agricola,  le cui colture sono principalmente mais, cereali autunno-vernini, soia e pomodori, si estende su una superficie coltivata di 1.000 ettari, di cui 500 vengono coltivati a doppio raccolto e dove viene praticata l’agricoltura di  precisione e valorizzato l’utilizzo di digestato come fertilizzante, con una gestione mirata dell’acqua per  l’irrigazione.

Il primo impianto di biometano agricolo della nostra filiera rappresenta uno stimolo per la messa a terra di  ulteriori progetti di agroecologia”, commenta il Presidente Calzolari. “Un esempio è il progetto “Biometano  di filiera” ideato e annunciato con la Confederazione dei Bieticoltori – CGBI e che vedrà la realizzazione  di 10 impianti consortili in 3 anni dislocati in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli e Puglia. Essi produrranno  30 milioni di metri cubi anno di metano cioè l’equivalente di ciò che serve in termini di energia termica  negli stabilimenti italiani di Granarolo, 500.000 t annue di fertilizzante naturale (il digestato), evitando  l’emissione in atmosfera di 60.000 t di CO2 eq. (quanto generato per l’illuminazione pubblica annua di una  città di 867.060 abitanti come Torino)”.

Il Gruppo Granarolo comprende due realtà diverse e sinergiche: una cooperativa di produttori di latte – Granlatte – che  opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima – e una società per azioni – Granarolo S.p.A. – che trasforma e  commercializza il prodotto finito e conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 siti produttivi in Francia, 3  in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti.
Il Gruppo Granarolo rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori  associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 600 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della  materia prima alla stalla con 70 mezzi, 720 automezzi per la distribuzione, che movimentano 850 mila tonnellate/anno  e servono quotidianamente circa 50 mila punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti  Granarolo.
La missione del Gruppo all’estero è di esportare la tradizione di prodotti Made in Italy. Il Gruppo si avvale di controlli  qualità esterni svolti da enti di certificazione internazionale qualificati e garantiti dall’International Food Standard (IFS),  dal British Retail Consortium (BRC) e dall’EU Organic Food Certification (CCPB). Dal 2002, il processo produttivo è  certificato dal sistema di gestione qualità ISO 9001.
Il Gruppo Granarolo conta 2.628 dipendenti al 31/12/2021. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte,  il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat.
Nel 2021 il Gruppo ha realizzato un fatturato di 1.280 milioni di Euro.
www.gruppogranarolo.it
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