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In Sardegna un’importante passo in avanti verso l’eradicazione della Peste suina africana

20.12.2022

La notizia dell’adozione del regolamento UE che pone fine all’embargo per circa la metà del territorio sardo, ci offre lo spunto per approfondire il problema della Peste suina africana nell’isola.


 

È notizia recente che, in merito alle azioni di eradicazione della peste suina africana dalla Sardegna, l’Unione Europea abbia posto fine all’embargo di circa la metà del territorio sardo, suddividendo l’altra metà in zone soggette a diverse restrizioni e deroghe.

“Accolgo con estrema soddisfazione che la Commissione europea abbia ufficialmente riconosciuto che le misure adottate nel corso degli ultimi anni hanno portato a un forte miglioramento della situazione della PSA nell’isola”, è stato il commento a caldo del Presidente di Assica – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi Ruggero Lenti.

Il presidente ricorda che “quanto ottenuto fino ad oggi in Sardegna deriva anche e soprattutto dall’imprescindibile ruolo di coordinamento e vigilanza del Ministero della Salute in questi ultimi anni. Ricordiamo ancora la disastrosa situazione venutasi a determinare in Sardegna a seguito dell’esplosione di focolai nel biennio 2012‐2013, salvo poi constatare, con estrema soddisfazione, che proprio da quel momento è partita la scelta di fare della battaglia contro la PSA una priorità.

La peste suina africana in Sardegna

Ma che cos’è la peste suina africana? Ecco qualche dato.

Come si legge in una sezione dedicata sul sito della Regione Sardegna, la Peste suina africana è una malattia infettiva che colpisce il maiale domestico e il cinghiale e non è trasmissibile all’uomo. Arrivata in Europa nella seconda metà degli anni Cinquanta, è stata segnalata in Sardegna per la prima volta nel 1978 e da allora ha decimato periodicamente i capi degli allevamenti sardi, con gravissime conseguenze per la popolazione locale votata al commercio suinicolo. In Spagna e Portogallo, dopo una politica restrittiva dell’allevamento brado e con un monitoraggio sanitario costante, la Psa è stata debellata agli inizi degli anni ’90. Per la Sardegna, il primo intervento di eradicazione del virus risale al 1982 e a questo ne sono seguiti molti altri, che però non hanno avuto gli esiti sperati. Solo nel 2014 si è venuta a creare una rete che ha coinvolto non solo gli enti locali quali Regione, assessorati della Sanità, dell’Agricoltura, della Difesa dell’Ambiente, e tutto il tessuto delle aziende sanitarie locali, oltre che l’Istituto zooprofilattico, ma anche la Commissione Europea e numerosi esperti internazionali.

Ritengo, ed i fatti lo stanno dimostrando – ha concluso Lenti nel suo intervento – che la nascita e la conferma dell’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della PSA in Sardegna abbia rappresentato senza dubbio il passaggio principale che ha determinato un cambio di rotta rispetto al passato. L’UdP è stata la vera novità sul piano organizzativo, che ha permesso per la prima volta uno stretto collegamento tra tutti i soggetti istituzionali, e non solo, coinvolti nella lotta al virus. Un coordinamento che ha reso possibile attivare un lavoro di squadra mai visto prima sul piano legislativo e quindi operativo nelle diverse azioni intraprese per debellare la malattia. Per questo voglio ringraziare la Giunta Pigliaru per aver intrapreso questo percorso virtuoso e l’attuale Giunta Solinas per aver portato a termine il lavoro raggiungendo un risultato storico.”

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