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Chiude raddoppiando le presenze la seconda edizione di Slow Wine Fair

06.04.2023

Ha chiuso con successo ieri 28 febbraio registrando 10mila ingressi, la metà dei quali operatori professionali dall’Italia e anche dall’estero, la seconda edizione di Slow Wine Fair, fiera dedicata al vino buono, pulito e giusto.
 



 

Si è chiusa con grande successo ieri 28 febbraio Slow Wine Fair. La manifestazione organizzata da da BolognaFiere e SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food, ha registrato oltre 10mila ingressi, la metà dei quali operatori del settore che hanno apprezzato l’omogeneità dei vini proposti, selezionati secondo i requisiti di qualità definiti da Slow Food nel Manifesto del vino buono, pulito e giusto, grazie alla guida Slow Wine e alla commissione di assaggio italiana e internazionale che ha degustato le etichette non segnalate in guida.

Significativa tra il pubblico specializzato la presenza dall’estero, tra cui alcune centinaia di buyer selezionati anche grazie alla collaborazione di Italian Trade Agency (Ice) e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), in particolare da Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e Germania, che permetteranno alle cantine presenti di accedere a nuovi mercati esteri. Grande la partecipazione alle 9 Masterclass in programma come anche agli incontri nella Slow Wine Arena – Reale Mutua e in Sala Opera. Sono questi alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato la tre giorni della seconda edizione della Slow Wine Fair, manifestazione in cui hanno creduto fin dall’inizio l’organizzatore BolognaFiere e Slow Food, che ha curato la direzione artistica.

Foto Federico Testa
Foto Federico Testa

«Il successo della seconda edizione di Slow Wine Fair, insieme a Marca, Sana e al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti che debutterà a novembre, conferma BolognaFiere come il principale polo fieristico per le esposizioni internazionali b2b del settore agroalimentare e come luogo elettivo in cui gli operatori non solo fanno business, ma tracciano le tendenze del mercato. Alla luce dei risultati ottenuti dalla Slow Wine Fair sia in termini qualitativi che quantitativi, siamo contenti di aver sposato da subito la felice intuizione di Slow Food, dando spazio e voce a un mondo vitivinicolo che guarda al futuro con coscienza e impegno» ha sottolineato Antonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere, dando appuntamento alla terza edizione che si terrà dal 25 al 27 febbraio 2024.

Ripercorrendo l’offerta di questa seconda edizione, la Slow Wine Fair ha accolto 750 cantine, +50% rispetto allo scorso anno, tant’è che è raddoppiata anche la superficie espositiva (2 padiglioni dell’ente fieristico, per un totale di 20mila metri quadrati). Più di 100 sono i produttori internazionali con una bella presenza, in particolare, da Francia, Cina e Macedonia del Nord. Quattromila le etichette del banco d’assaggio tra le quali il pubblico di appassionati e di osti, distributori, ristoratori, enotecari, sommelier e buyer ha potuto scegliere in questi tre giorni. Tra le novità, le aree espositive dedicate alla Fiera dell’Amaro d’Italia, promosso da Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia, e alla selezione di produttori di soluzioni tecnologiche innovative, impianti, attrezzature e servizi connessi alla filiera del vino, i veri partner della sostenibilità.

Ph. Federico Testa

«I numeri e le impressioni raccolte a caldo in questi giorni confermano che sono state comprese le potenzialità della Slow Wine Coalition, che per rivoluzionare il mondo del vino parte dall’unione delle tre forze principali della filiera: i produttori, con i quali siamo in continuo confronto da anni per far crescere una viticoltura sensibile alla salute e all’ambiente; chi il vino lo commercializza e svolge un ruolo fondamentale per la promozione del territorio e di un consumo consapevole; infine, i consumatori, con i quali è importante costruire momenti di sensibilizzazione ed educazione. Al centro di tutto c’è la ricerca di un’autentica sostenibilità che qui non è sbandierata, ma si riempie di contenuti e soprattutto di azioni, che nel lavoro quotidiano di queste realtà sono un prerequisito, un punto di partenza e non di arrivo» ha sottolineato Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition.

Ph. Federico Testa

E l’entusiasmo che si è respirato in questi giorni tra i padiglioni di BolognaFiere è confermato anche tra i protagonisti: per Angela Barraco, che ha portato a Slow Wine Fair i suoi vini naturali prodotti nel territorio di Marsala, la selezione fatta da Slow Food e l’allestimento omogeneo hanno permesso a tutti di presentarsi alla pari, in una manifestazione in cui «quello che conta è il vino e non la potenza economica che ci sta dietro». Le fa eco Sergio Germano della cantina Ettore Germano in Piemonte: «ho incontrato un pubblico attento e curioso che non è venuto per bere, ma per conoscere e approfondire, e che ci ha consentito di fare comunicazione ed educazione nonostante l’affluenza continua».
Tra le testimonianze anche quella di Jose Ruiz che lavora per Southern Glazer, il più importante distributore di vino del Nord America, ed è davvero entusiasta: «Mi ha colpito la passione dei produttori che ho incontrato qui. Se dovessi cambiare qualcosa del mondo del vino, credo che l’adozione di una certificazione di qualità volontaria e uniforme per tutti i produttori, come per esempio il sistema di garanzia partecipata (PGS), sarebbe il mio sogno, e la Slow Wine Fair rappresenta un concreto tentativo di realizzarlo e il numero dei produttori lo conferma».

Ph. Federico Testa

Come lui, Cyrille Harmel, Export Director for Europe & The Middle East per Maisons et Domaines Henriot, è soddisfatto delle facilitazioni di cui i buyer hanno potuto usufruire nell’incontrare i produttori e mette in evidenza un aspetto della fiera: «I visitatori sono davvero interessati al tema della sostenibilità dei vini presenti. L’ambiente è cruciale in questo momento, ma in Italia, come in Francia, quando si parla di vino la sostenibilità non è il primo degli elementi a cui si presta attenzione. E invece l’alto numero dei visitatori indica che si sta andando nella giusta direzione, a partire dall’interesse dei consumatori, che chiedono vini rispettosi delle risorse naturali, e che a queste istanze i produttori stanno rispondendo in vigna e in cantina».

Anche in Italia i distributori di vino esprimono grande soddisfazione. Mario Galleni de Il Teatro del Vino, presente a Slow Wine Fair con una collettiva di 16 produttori italiani e stranieri, dà anche spunti di miglioramento: «Vorremmo aumentasse ancora il pubblico dei professionisti del settore, comunque la curiosità e l’interesse di tutti i visitatori – professionisti e non – sono stati elevati. Ho percepito, in chi è venuto a conoscere i vini dei “nostri” produttori, l’importanza del filtro etico svolto da Slow Food. Avete lavorato sulla qualità, e sull’importanza del fattore umano, che non va mai dimenticato e che è l’elemento che ricerchiamo nei nostri rapporti commerciali con i produttori. In fiera sono stati protagonisti vini e vignaioli che restituiscono anche un messaggio di speranza: per un futuro più verde, davvero sostenibile, anche a livello di relazioni. Certo, la strada da fare è ancora tanta, e bisognerebbe accelerare un po’ il passo per innescare un cambiamento efficace, ma guardando i volti gioiosi che ho visto in questi giorni sono ottimista».

Ph. Lucio Russo, Miraggiodilux

La fiera gode del supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di FederBio e Milano Wine Week; del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Regione Emilia-Romagna e dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna; della partnership con Tannico, Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia. Tra le realtà che credono nel progetto della Slow Wine Fair citiamo: i Main partner, Luigi Bormioli, Bormioli Rocco, Parmigiano Reggiano, Reale Mutua; gli InKind partner Direct From Italy, NakPack, Pulltex, San Bernardo, WinterHalter, Fisar; Media partner sono Il Sole 24 Ore, Bar.it, BioFiera.it, Premiata Salumeria Italiana, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Italy Export, Italian Wine Podcast, Luxury Food & Beverage Magazine, Tabui, Vendemmie.

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