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Federalimentare: la proposta della Commissione Europea sugli imballaggi va rivista

09.12.2022

Imballaggi, Federalimentare: "La transizione versogli imballaggi sempre più sostenibili non può avveniore tramite l’approccio packaging free che è nelle intenzioni della CE"

“Pur condividendo gli obiettivi generali relativi alla proposta di Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, non possiamo non unirci al coro di critiche che sono state già lanciate a mezzo stampa da tutti i principali rappresentanti del mondo industriale” così Ivano Vacondio interviene sulla proposta che la Commissione Europea ha pubblicato all’interno del secondo pacchetto economia circolare il 30 novembre scorso in termini di prevenzione, riduzione e riutilizzo degli imballaggi immessi nel mercato.

Una misura che rischia di essere devastante, osserva il Presidente di Federalimentare, per tutto il settore alimentare e delle bevande: “L’impatto potenziale derivante dalla combinazione delle diverse misure contenute nella proposta di regolamento, in una fase congiunturale così difficile, risulterebbe insostenibile sia dal punto di vista economico, a causa dei maggiori costi e oneri sugli operatori economici sia dal punto di vista tecnologico, in relazione alle difficoltà logistiche e organizzative di non poco conto in capo alle imprese “impossibilitati” ad adeguarsi in così poco tempo. Senza contare le ricadute di un potenziale un effetto depressivo sui consumi e in contrasto con la forte propensione delle nostre imprese all’export” prosegue il presidente.

“Mi preme ribadire che la transizione verso imballaggi sempre più sostenibili non può avvenire tramite l’approccio “packaging free” che è nelle intenzioni della CE. L’imballaggio alimentare non è un semplice “contenitore” ma ha una funzione essenziale per mantenere inalterata la conservazione, la qualità, la sicurezza del prodotto alimentare lungo tutte le fasi della filiera. Le nostre imprese in questi anni hanno già fatto tantissimo: penso ad esempio alla riduzione e all’alleggerimento degli spessori, all’ecodesign, all’aumento di contenuto di materiale riciclato fino all’etichettatura ambientale degli imballaggi con la previsione di informazioni sempre più chiare ed accurate sulla composizione del materiale di imballaggio e quelle relative al corretto smaltimento dei consumatori nella raccolta differenziata. C’è dunque da parte delle nostre imprese tutto l’interesse a procedere in una direzione che sia quanto più possibile sostenibile dal punto di vista ambientale, ma non a discapito di una sostenibilità economica e sociale”. C’è poi un altro aspetto, affatto secondario, che riguarda il nostro modello circolare, spiega Vacondio: “La proposta di regolamento è costruita con un’impostazione fortemente ideologica che rischia di scardinare l’eccellenza del modello, rappresentato dal sistema CONAI, grazie al quale l’Italia ha già raggiunto gli obiettivi UE di riciclo al 2030” conclude il presidente.

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