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Il caffè è amico del cuore: nuove conferme da uno studio italiano

05.07.2022

È una delle bevande più diffuse al mondo, seconda forse solo all’acqua, tanto che la scienza le ha dedicato numerosi studi per scoprire i suoi segreti. Eppure, ancora oggi sul caffè circolano molte fake news. Sono però le evidenze, di nuovo, a smentire i pregiudizi: a raccogliere e analizzare le più recenti è uno studio(1) dell’Università degli Studi di Bologna rilanciato da ISIC (Institute for Scientific Information on Coffee), che ha confermato come il caffè sia un vero e proprio “amico del cuore”.

Secondo gli autori, non sono pochi i dubbi che ancora oggi insorgono nei clinici quando si tratta di consigliare il consumo di caffè nel contesto di un’alimentazione e di uno stile di vita equilibrati, soprattutto nelle persone che soffrono di malattie cardiovascolari. A fugarli, in realtà, sono i risultati di numerosi studi scientifici, che concordano sul fatto che il consumo abituale di caffè, per la presenza di sostanze antiossidanti, antinfiammatorie e cardioprotettive, può contribuire alla riduzione del rischio cardiovascolare, oltre che di altri disturbi, come il diabete mellito, l’obesità, e della mortalità per tutte le cause.

Effetto protettivo del caffè sulle malattie cardiovascolari

Bere fino a 5 tazzine di caffè al giorno non è associato a un aumento dell’incidenza di disturbi cardiovascolari, anzi: un consumo compreso tra le 3 e le 5 tazzine al giorno, consigliato da EFSA nella sua Opinione Scientifica sulla sicurezza della caffeina(2), avrebbe un effetto protettivo sul rischio cardiovascolare(3). Bere caffè, inoltre, aiuterebbe a ridurre il rischio di mortalità del 15% per eventi cardiovascolari(4).

Colleagues walking together in the city, woman drinking coffee

La tazzina alleata contro l’ipertensione e l’aritmia

Un consumo moderato di caffè non sarebbe correlato all’ipertensione, ma avrebbe addirittura una funzione protettiva: una metanalisi basata su oltre 247 mila partecipanti, di cui più di 54 mila ipertesi, ha dimostrato una relazione inversa tra il rischio di ipertensione arteriosa e consumo di caffè, con una riduzione del rischio del 2% per ogni tazzina consumata al giorno(5). Questo beneficio – precisa uno degli autori dello studio, il prof Claudio Borghi – è in gran parte dovuto alla presenza nel caffè di alcune sostanze, come vitamina E, niacina, potassio e magnesio, che hanno un’azione favorevole sul controllo pressorio che si integra con quella di composti antiossidanti, come i polifenoli, caratterizzati da proprietà vasodilatatorie(6). Precisa inoltre: “Riguardo all’assunzione di caffeina, inoltre, le ultime linee guida europee del 2020 relative alle malattie cardiovascolari, valorizzano alcune evidenze che dimostrano come il consumo abituale potrebbe essere addirittura associato a un minor rischio di sviluppare fibrillazione atriale, la più comune forma di aritmia”(7).

Un aiuto anche per ridurre il rischio di diabete e obesità

Nessuna controindicazione sul consumo di caffè anche per due delle principali cause delle malattie cardiovascolari, come diabete e obesità. Diversi studi, infatti, attribuiscono un ridotto rischio di sviluppare diabete di tipo 2 sia per quanto riguarda il caffè con caffeina, sia per quello decaffeinato(8). La bevanda più amata dagli italiani, inoltre, avrebbe effetti positivi anche sugli individui geneticamente predisposti al sovrappeso, diminuendo la probabilità di sviluppare obesità(9). 

Nell’ambito di uno stile di vita sano”, conclude il prof. Borghi, “non ci sono pertanto motivazioni scientifiche per sconsigliare il consumo di caffè nelle persone che soffrono di disturbi cardiovascolari: bere dalle 3 alle 5 tazzine ogni giorno, infatti, non solo non ha effetti negativi sulla salute, ma aiuta a ridurre l’incidenza e le complicanze di queste patologie e riduce il rischio di complicanze gravi migliorando anche la qualità della vita”.

Il Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè, oltre che produttori di macchine professionali per caffè e fornitori di attrezzature. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate. 

Referenze bibliografiche

  1. C Borghi & A Bragagni, 2022. New evidence on coffee consumption, hypertension and cardiovascular diseases, G Ital Cardiol (Rome), Volume 23 (5).
  2. EFSA (2015) Scientific Opinion on the Safety of Caffeine, EFSA Journal, 13(5):4102.
  3. Ding M, Bhupathiraju SN, Satija A, Van Dam RM, Hu FB. Long-term coffee consumption and risk of cardiovascular disease: a systematic review and a dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. Circulation 2014;129:643-59.
  4. Grosso G, Micek A, Godos J, et al. Coffee consumption and risk of all-cause, cardiovascular, and cancer mortality in smokers and non-smokers: a dose-response meta-analysis. Eur J Epidemiol 2016;31:1191-205.
  5. Xie C, Cui L, Zhu J, Wang K, Sun N, Sun C. Coffee consumption and risk of hypertension: a systematic review and dose-response meta-analysis of cohort studies. J Hum Hypertens 2018;32:83-93.
  6. Godos J, Pluchinotta FR, Marventano S, et al. Coffee components and cardiovascular risk: beneficial and detrimental effects. Int J Food Sci Nutr 2014;65:925-36.
  7. Hindricks G, Potpara T, Dagres N, et al. 2020 ESC Guidelines for the diagnosis and management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS): the Task Force for the diagnosis and management of atrial fibrillation of the European Society of Cardiology (ESC). Developed with the special contribution of the European Heart Rhythm Association (EHRA) of the ESC. Eur Heart J 2021;42:373-498.
  8. van Dam RM, Hu FB, Willett WC. Coffee, caffeine, and health. N Engl J Med 2020;383:369-78.
  9. Gökcen BB, Sanlier N. Coffee consumption, and disease correlations. Crit Rev Food Sci Nutr 2019;59:336-48.
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