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Cereali, frutta, olio, vino: frenano i listini ma non l’inflazione. Il report Ismea AgriMercati

18.11.2022

Frenano nel terzo trimestre i listini dei cereali, della frutta, dei semi oleosi e del vino: il Report AgriMercati pubblicato da ISMEA

Il terzo trimestre del 2022 è stato caratterizzato dal perdurare della crisi energetica e dell’instabilità geopolitica causata dalla guerra in Ucraina, dall’elevata inflazione e dagli interventi di politica monetaria restrittiva attuati dalle banche centrali per combattere l’aumento dei prezzi. La combinazione di questi elementi si prevede porterà a un rallentamento della crescita dell’economia mondiale nei mesi a venire.

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (World Economic Outlook, Ottobre 2022) la crescita del PIL mondiale si attesterà al 3,2% per il 2022 e scenderà al 2,7% nel 2023, dopo il 6% registrato nel 2021. Il rallentamento sarà evidente soprattutto nelle economie avanzate, mentre si prevede una crescita stabile per i paesi emergenti. In particolare, per l’UE le previsioni estive della Commissione (European Economic Forecast, Summer 2022) indicano una crescita del 2,7% nel 2022 e dell’1,5% per il 2023.

Nell’area euro si prevede che l’inflazione tocchi il valore record dell’8,4% nel terzo trimestre del 2022, per poi scendere sotto alla soglia del 3% verso la fine del 2023. In Italia l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) nel mese di ottobre è cresciuto del 12,8% in termini tendenziali, segnando un ampliamento del differenziale inflazionistico con l’area euro dovuto ad un aumento superiore alla media dell’area dei prezzi dei beni energetici in Italia. In questo contesto, secondo le ultime stime dell’Istat diffuse il 31 ottobre, il PIL italiano nel terzo trimestre del 2022 è aumentato del 2,6% su base tendenziale e dello 0,5% su base congiunturale, portando a +3,9% la variazione acquisita per il 2022.

Il commercio mondiale in volume nei primi otto mesi del 2022 è aumentato del 27% su base annua, con un consolidamento del trend di crescita ad agosto, dopo il leggero calo congiunturale registrato a giugno. Nello stesso periodo, l’incremento dei valori medi unitari delle materie prime (escluse quelle energetiche) monitorate dal CPB si è attestato al 24,7% rispetto al livello di gennaio-agosto 2021, salendo al 49,4% per i soli energetici. A settembre i prezzi di petrolio e gas naturale, dopo una fase di disallineamento, hanno iniziato a mostrare entrambi segnali di contenimento. La quotazione del Brent è scesa a 90,1 dollari al barile (era 98,6 ad agosto), registrando la terza flessione consecutiva; i listini del gas naturale europeo sono diminuiti, per la prima volta da maggio. Anche i listini delle commodity agricole, misurati dall’indice FAO, dopo gli aumenti di inizio anno imputabili principalmente al conflitto tra Russia e Ucraina, hanno registrato un significativo calo congiunturale nel terzo trimestre del 2022 pari all’11,9%. Cereali e Oli vegetali hanno registrato le riduzioni più importanti, soprattutto nel mese di luglio.

I prezzi di alcuni prodotti agricoli nazionali (cereali, frutta, semi oleosi, vino), misurati dall’indice dell’Ismea, hanno registrato un calo congiunturale nel terzo trimestre del 2022, ma se si considera l’indice nel complesso i prezzi sono aumentati del 3,8% rispetto al livello del trimestre precedente, principalmente per gli aumenti degli ortaggi, delle colture industriali e dei prodotti zootecnici. L’aumento dei prezzi è ancora più evidente se si guardano le dinamiche tendenziali: l’indice è aumentato del 22%, sintesi di un +29% dei prodotti zootecnici e di un +16,2% di quelli delle coltivazioni. Dal lato dei costi, l’incremento congiunturale dei prezzi dei mezzi correnti di produzione è stato inferiore a quello dei trimestri precedenti e per la prima volta si registra un calo congiunturale dei prezzi degli energetici (-4,6% rispetto al secondo trimestre). Nonostante questo, il confronto con il terzo trimestre 2021 evidenzia un incremento significativo, pari al 26,6% per le produzioni vegetali e al 25,8% per quelle zootecniche. In aumento soprattutto prodotti energetici (+67,2%), fertilizzanti (+41,6%) e mangimi (+35,9%).

Clicca sull’immagine e scarica il Report AgriMercati Ismea completo

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