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La siccità fa volare il prezzo delle vongole

26.07.2022

Schizza alle stelle il prezzo delle vongole, prodotto ittico grande protagonista delle cucine dei ristoranti ma anche di casa: attualmente, come evidenzia Cia-Agricoltori Italiani, un kg di vongole veraci costa oltre 15 euro all’ingrosso, che diventano 20 euro al dettaglio con un balzo del 40% rispetto al 2021 e con un conseguente calo dei consumi del 50%.

La situazione è più preoccupante di quello che si pensa, con rischi per i lavoratori e per l’ecosistema; anche in questo caso ci ritroviamo ancora una volta di fronte ai danni causati dal forte aumento delle temperature e dal cambiamento climatico.
Attualmente sono 1.500 aziende per una produzione di circa 95mila tonnellate annue (dato PescAgri-Cia), che lamentano il rischio di mancati redditi per decine di milioni. Le altissime temperature di maggio e giugno insieme alla portata ridotta di Po e Adige hanno messo in crisi tutti gli operatori, gettando ombre sul futuro dell’acquacoltura nazionale.
Un danno anche per il settore della ristorazione, che nell’alta stagione si vede costretto a ritoccare i listini. Il primo piatto condito col mollusco più amato dagli italiani si attesta ormai sui 14 euro in media, dagli abituali 12.



Con il caldo anomalo di questi ultimi mesi si stima un 35% di molluschi morti negli specchi d’acqua stretti fra il Delta del Po e l’Adriatico, habitat ideale per la vongola verace che dal Polesine arriva, poi, sulle tavole. La morìa dei molluschi bivalvi è causata dal proliferare delle alghe a seguito di alte temperature e siccità, che determina il fenomeno delle “acque bianche”. Quando le alghe marciscono, infatti, liberano sostanze tossiche che fanno sbiancare l’acqua causando l’anossia (mancanza di ossigeno) sia per il pesce che per le vongole. Se i primi possono velocemente spostarsi, per i molluschi non c’è scampo.

Per Cia il comparto va, dunque, tutelato per evitare che la contrazione produttiva porti a un aumento dell’import da Grecia o Turchia, andando incontro all’85% dei consumatori italiani che ha dichiarato di preferire prodotto ittico allevato in Italia, anche per la rigidità controlli attuati dal nostro Paese che rendono il prodotto costantemente tracciato.
Per fare fronte alla crisi, Cia chiede, dunque, aiuti concreti e lo stanziamento di fondi per implementare le infrastrutture idrauliche, unica arma contro gli effetti delle annate calde e siccitose (mare calmo e fioriture di alghe), sempre più frequenti. Proteggendo con opere di sbarramento le lagune, il maggiore idro dinamismo di questi ecosistemi aumenterebbe la loro resistenza agli scompensi del cambiamento climatico.

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