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Cantina di Soave cambia nome, nasce CADIS 1898

24.03.2023

La più longeva cooperativa del Veneto cambia immagine sul mercato e guarda al futuro con fiducia forte di un bilancio record di 143,8 milioni di fatturato


Nell’ambito di un’ampia riorganizzazione strategica, che mira a trasmettere maggiore chiarezza e dare visibilità ad ogni sito produttivo aziendale, Cantina di Soave, tra le più qualificate realtà del panorama enologico italiano ed internazionale, cambia nome: si chiamerà CADIS 1898. “È cambiato l’abito, ma di certo non l’anima che da 125 anni ci guida alla ricerca del miglior risultato per i nostri 2.000 soci conferitori e per tutti quei clienti che da anni acquistano le nostre bottiglie”, esordisce il direttore generale di CADIS 1898 Wolfgang Raifer.

Wolfgang Raifer Con Logo CADIS 1898

CADIS 1898 è l’acronimo che riprende le iniziali dello storico nome, accompagnandosi all’anno di fondazione del gruppo: un binomio che porta con sé equilibrio tra modernità e storicità. Completamente ridisegnato il logo ha un’identità grafica più minimale e contemporanea, così come il nuovo sito internet (www.cadis1898.it), fresco e dinamico, efficace nella comunicazione e nella presentazione della grande realtà del gruppo vitivinicolo. Sotto il nome di CADIS 1898 troveranno così spazio le quattro cantine principali: Cantina di SoaveCantina di MontecchiaCantina di Illasi e Terre al Lago. “Negli ultimi anni ci siamo accorti di una certa difficoltà dei clienti che si trovavano ad acquistare, ad esempio, una bottiglia di Valpolicella con la dicitura Cantina di Soave”, sottolinea Raifer. Da qui è nata l’esigenza di essere più specifici e soprattutto di dare risalto ad ogni singola realtà territoriale. Sul mercato ora si troveranno i vini Soave marchiati Cantina di Soave, i Valpolicella di Cantina di Illasi, i Lessini Durello di Cantina di Montecchia di Crosara e i Bardolino e Custoza di Terre al Lago. “Tutto ciò”, afferma Raifer, “è stato fatto con un obiettivo preciso: dare un’identità precisa ad ogni nostra etichetta e al territorio dove nasce, portando allo stesso tempo avanti quella che è da sempre una nostra missione: mettere in primo piano le Denominazioni scaligere e il loro territorio”. E a questa volontà di valorizzazione si legano anche gli ottimi risultati del bilancio d’esercizio 2022, chiuso con un fatturato di 143,8 milioni di euro ( + 16 % sul 2021), costituito per il 66 % dal mercato domestico e per il 34% da quello estero. Tutto ciò nonostante il calo dei volumi del 6 %. I 2.000 soci viticoltori quest’anno hanno visto la liquidazione delle uve salire a 66,5 milioni di euro con una redditività media per ettaro di oltre 10.300 euro. “Questi dati ci incoraggiano ad andare avanti su questa strada, consci che il lavoro da fare è ancora tanto, ma sicuri che in futuro arriveranno nuove soddisfazioni”, conclude Raifer.

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