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Anteprima Cuzziol GrandiVini 2023: BOND entra nella selezione creata da Luca Cuzziol

23.12.2022

L’inserimento di BOND nel portfolio di Cuzziol GrandiVini chiude il percorso dedicato a un’espressione corale della Napa Valley, territorio della California.


 

BOND entra nel catalogo 2023 di Cuzziol GrandiVini che sarà presentato a Milano a gennaio 2023 alla forza vendita e top clients dell’azienda durante un appuntamento ormai diventato tradizionale.

BOND ESTATE, creato da H. William Harlan e dal suo enologo Bob Levy nel 1996, risponde alla visione di creare dei vini che rispecchiano l’idea del “Grand Cru” all’interno di una filosofia di pensiero, di una squadra, di un marchio.

Provenienti da tenute collinari selezionate della Napa Valley, i Cabernet Sauvignon di BOND trasmettono in modo vivido i caratteri distintivi dei loro territori d’origine. La famiglia Harlan e la sua squadra di vignaioli hanno selezionato, fra gli oltre 100 vigneti di proprietà, i 5 siti diventati parte di BOND con l’impegno congiunto di produrre l’espressione unica dei loro terroir: Melbury, Quella, St. Eden, Vecina e Pluribus.

I valori che da sempre caratterizzano la selezione Cuzziol GrandiVini – dinamicità, movimento, apertura – la riflessione profonda sulla lettura di un panorama enoico nazionale e internazionale variegato e ricco trovano nell’inserimento di vini americani come Harlan Estate, Promontory e quindi BOND, ma anche Opus One, De Loach, Belle Pente e The Eyrie Vineyards, una giusta risposta alla grande curiosità del mercato per vini autentici e di terroir del Nuovo Mondo. Una ricerca quasi monografica intesa come approfondimento nel più puro stile Cuzziol che trova nell’esplorazione di territori a forte valore qualitativo e culturale la propria identità di selezionatore e distributore.

Come spiega Luca Cuzziol, Amministratore Unico di Cuzziol GrandiVini: “l’inserimento di BOND all’interno del nostro portfolio rappresenta il tassello finale di un percorso iniziato con Harlan Estate, entrato in esclusiva nella nostra selezione con l’annata 2015, e che è continuato poi con Promontory. Abbiamo così chiuso il cerchio attorno a un gruppo le cui tre etichette rappresentano progetti diversi, oltre che territori e vitigni differenti. Un’espressione corale della Napa Valley, che abbiamo valutato molto interessante. Dal punto di vista commerciale questi prodotti sono indirizzati soprattutto a strutture di un certo livello – in cui siamo ben presenti – e che sappiamo debbano soddisfare la domanda dei viaggiatori americani che visitano il nostro paese. Da un punto di vista più strettamente legato alla ricchezza del portfolio, pensiamo che gli Stati Uniti meritino di essere rappresentati anche per la storicità della loro cultura vitivinicola: i primi vitigni in Oregon risalgono agli anni ’70, una tradizione piuttosto consolidata se pensiamo ad alcune zone vitivinicole italiane nate in tempi molto più recenti”.

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