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Gruppo Bauli celebra il centenario con una ricerca dedicata ai nuovi trend di consumo legati alla bontà

03.11.2022

Gli italiani non rinunciano alla qualità dei prodotti che scelgono, sebbene gli aspetti ambientali e il legame con la tradizione condizionino sempre di più le decisioni di acquisto. È questo quanto emerge dalla ricerca condotta da Nextplora per il Gruppo Bauli in occasione del centenario dalla fondazione dell’azienda. Lo studio analizza l’evoluzione del concetto di bontà nel corso degli anni, gli aspetti che influiscono maggiormente sugli acquisti con un focus particolare sulla sostenibilità, insieme infine ai must have per il Natale, fornendo inoltre uno spaccato sulle differenze generazionali in termini di percezione.

La bontà è da sempre l’obiettivo che ci poniamo e la passione è il motore che ci permette di realizzare prodotti capaci di creare momenti unici di gioia, gusto e condivisione – commenta Michele Bauli, Presidente del Gruppo BauliNegli ultimi decenni, abbiamo rilevato come questo concetto si stia ampliando sempre di più, andando ad arricchirsi con accezioni e significati diversi, nuovi, a volte anche inediti. Ed è così che bontà è sì gusto e gratificazione, ma anche qualità, attenzione al prossimo, all’ambiente, capacità di trasmettere storia e amore per la tradizione. Nell’anno del nostro centenario abbiamo voluto studiare come cambia e come cambierà, nei prossimi 100 anni, il concetto di buono, così universalmente caro a tutte le generazioni”.

Bontà uguale gentilezza: una costante per tutte le età

Il valore della gentilezza non passa mai di moda: indagando sulle azioni più legate al “sentirsi buoni”, il comportamento gentile con il prossimo rappresenta la prima scelta tra gli intervistati.

Subito dopo però la priorità diventa l’ambiente: le scelte consapevoli per il pianeta e la raccolta differenziata si attestano rispettivamente in seconda e terza posizione nella classifica dei gesti “buoni”.

In questo contesto, si rileva un lieve trend di cambiamento tra i giovanissimi: mentre i baby boomer, generazione X e millennial concordano nell’indicare la gentilezza come primo fattore di bontà, per la generazione Z essere buoni significa più di ogni altra cosa compiere scelte consapevoli per il pianeta (51%).

Naturalità, genuinità, ingredienti: la qualità del prodotto resta un driver di acquisto primario

Dall’indagine emerge come la qualità del prodotto – con aspetti quali l’origine degli ingredienti, la naturalità, l’assenza di conservanti/additivi/coloranti, la genuinità e la golosità – resti sempre, inequivocabilmente, il primo fattore capace di condizionare le decisioni di acquisto: è così per il 92% delle scelte dei rispondenti. 

Seguono, nella scala dei driver di acquisto, la sostenibilità (84%) – con aspetti quali la confezione riciclabile, l’impegno per l’ambiente o per il sociale e la filiera corta – e, infine, la storicità (79%), ovvero l’italianità e il rispetto della tradizione.

Tracciando uno spaccato generazionale, generazione Z e baby boomer segnalano priorità diverse: per i primi la qualità del prodotto arriva all’82% mentre per gli ultimi alla quasi totalità, il 96%. Per quanto riguarda la sostenibilità invece, le due generazioni si riavvicinano91% per la generazione Z e 89% per i baby boomer. 

Se la sostenibilità è un fattore particolarmente rilevante per i più giovani, la storicità è invece un elemento significativo principalmente per gli over 40, con l’85% e l’84% delle risposte rispettivamente indicate dalla generazione X e dai baby boomer.

L’attenzione al packaging unisce baby boomer e generazione Z

Rispetto al passato alcuni elementi sono diventati maggiormente rilevanti nel definire un prodotto buono. In questo senso, il 61% dei rispondenti ha indicato la qualità degli ingredienti, insieme alla naturalità e all’assenza di conservanti / additivi / coloranti. Segue in seconda posizione l’origine degli ingredienti, con il 56% delle preferenze, e subito dopo, con il 54%, la confezione riciclabile / sostenibile per l’ambiente.

Il packaging riciclabile sembra essere un aspetto capace di avvicinare – ancora una volta – le generazioni più lontane: la generazione Z (per il 54%) e i baby boomer (per il 60%) sono particolarmente sensibili a questo aspetto e indicano la sostenibilità delle confezioni tra gli elementi che hanno acquisito maggiore importanza rispetto al passato. L’italianità della marca è invece un tema caro alle generazioni più anziane, e viene indicato come più importante rispetto al passato dal 53% delle scelte sia dei baby boomer che della generazione X).

Senza pandoro e panettone non è Natale

La ricerca Nextplora per Bauli ha analizzato anche abitudini e percepito della ricorrenza per eccellenza, il Natale. Un momento magico e speciale che, nonostante il passare degli anni e i cambiamenti della società, resta immutato nei cuori.

Immancabili panettone e pandoro in tavola: sono loro a creare l’atmosfera autentica del Natale per il 62% degli italiani (più ancora dell’albero di Natale, che “fa Natale” per il 59%). 

E durante le Feste le note che risuonano nelle case degli italiani sono inconfondibili per tutti: “A Natale Puoi”, la canzone che da anni fa da sottofondo agli spot Bauli, è la canzone del Natale per antonomasia secondo il 45% degli intervistati.

Dai Baby Boomer alla Gen Z, certi riti non cambiano

CI sono delle cose che accomunano tutti, a prescindere dall’appartenenza all’una o all’altra generazione.

Il rito della colazione, ad esempio, è un evergreen: ben il 90% degli italiani dichiara di farla abitualmente e per il 68% è addirittura irrinunciabile. Iniziare la mattina con una nota di dolcezza è una consuetudine e i prodotti della tradizione sono i più scelti: biscotti (53%) e croissant e merendine (43%) sono immancabili sulla tavola della prima colazione all’italiana.

Anche in occasione del Natale, ci sono “classici” davvero senza tempo: dopo pranzi e cene con famiglia ed amici, ad esempio, mangiare il pandoro o il panettone è un must per il 58% degli italiani.

Insospettabilmente, i dolci tradizionali del Natale superano persino lo scambio dei regali (52%) nei “mai più senza” del periodo festivo e sono immancabili soprattutto per i Baby Boomer (addirittura 69%) e per gli appartenenti alla Generazione X (60%).

I dolci del Natale restano dei punti fermi nei menù degli italianisolo l’1% degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a panettone e pandoro a tavola!

C’è una risposta chiara, infine, all’eterno dilemma “panettone o pandoro”! Il 63% degli italiani si dichiara fieramente Team Pandoro, soprattutto i più giovani (il 76% degli appartenenti alla Gen Z e il 78% dei Millennial), mentre il panettone incontra i gusti soprattutto dei Baby Boomer (54% rispetto alla media nazionale del 37%).

Da 100 anni creatori di bontà: il Gruppo Bauli celebra il centenario dalla fondazione

Era il 1922 quando Ruggero Bauli aprì un piccolo laboratorio artigianale a Verona, puntando sulla ricetta tradizionale del pandoro. Oggi, tre generazioni dopo, Bauli è una vera e propria eccellenza del made in Italy, leader nel settore delle ricorrenze e player affermato nel segmento dei prodotti a consumo quotidiano, noto in Italia e all’estero, con circa 1700 dipendenti nel mondo7 siti produttivi e un ampio portafoglio di prodotti che comprende marchi come Bauli, Doria, Motta, Alemagna e Bistefani.
È il principale operatore a livello nazionale nel segmento ricorrenze dove detiene oltre un quarto del mercato a Natale e a Pasqua. Con circa 1700 dipendenti nel mondo e 7 siti produttivi, di cui 6 in Italia, a Castel d’Azzano (VR), Orsago (TV), Romanengo (CR), San Martino Buon Albergo (VR), Altopascio (LU), Guarene (CN), e uno in India, a Baramati.

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