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Al TriestEspresso Expo grande partecipazione per “Trieste Coffee Experts – L’Anteprima”

03.11.2022

Con l’apertura dell’evento firmato Bazzara a TriestEspresso Expo 2022, si sono avvicendati alcuni tra i principali esponenti del settore caffeicolo italiano.

Nella cornice della Triestespresso Expo, venerdì 28 ottobre 2022, al Trieste Convention Center (Tcc) del Porto Vecchio di Trieste, si è svolto l’evento Trieste Coffee Experts l’Anteprima – a cura della storica azienda triestina Bazzara.

Con l’apertura dell’evento firmato Bazzara, dalle ore 14.00, si sono alternati fino alle ore 17.00 i maggiori esponenti del settore caffeicolo italiano, introdotti dal Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che con un video esclusivo (https://youtu.be/4tW8fq57u6E) ha conferito i suoi saluti. “Importanti gli eventi come questo organizzato dalla Bazzara. Il caffè non è semplicemente un prodotto di qualità, ma un rito che mi auguro possa essere riconosciuto anche a livello internazionale, favorendo un turismo attratto da questa esperienza unica. Ecco perché l’auspicio – ha affermato il Governatore – è che proprio questo evento e lo spirito che lo caratterizza possa aiutare le istituzioni a lavorare insieme affinché si esalti questo senso di squadra e di promozione del territorio”. 

Al summit biennale sono stati affrontati i temi di maggior attualità che riguardano l’intero mondo della filiera del caffè, con focus sulla sostenibilità. Un’occasione di riflessione e confronto che attraverso il dialogo ha permesso di individuare il modo migliore di affrontare le sfide del mercato e ha posto l’accento sulla necessità di fare rete: unire le forze del comparto e favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze per incrementare le reciproche professionalità, difatti, è da sempre un tema fondamentale per il team Bazzara.

Mauro Bazzara – padrone di casa dell’evento – nel suo speech ha messo in risalto la necessità di un cambiamento culturale e del modello di business, che ci porti a passare da un paradigma lineare di estrazione senza limiti, alla consapevolezza della necessità di un paradigma circolare che idealmente congela lo stato di estrazione al minimo indispensabile. “Il nostro punto di riferimento – afferma Bazzara – è l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile 2030. Pertanto il “purpose” della nostra azienda può sintetizzarsi in Coffee for Pleasure, People & Planet. Ciò per noi significa – anche in qualità di Società Benefit – non limitarsi a offrire un prodotto sostenibile, ma configurarsi come azienda sostenibile. Difatti fra le nuove finalità di beneficio comune inserite nello statuto della Bazzara spiccano l’impegno per l’ambiente declinato in vari aspetti; lo sviluppo di pratiche e processi di innovazione sostenibile; l’attenzione a produrre un impatto positivo sulle persone e ad incentivare collaborazioni e sinergie con gli stakeholder”.

Un palcoscenico – quello del Trieste Coffee Experts l’Anteprima – dedicato a grandi personaggi che, oltre a Mauro Bazzara, CEO dell’omonima torrefazione, ha visto prendere parola a importanti nomi del settore tra cui Massimiliano Fabian, neo Presidente ICO, International Coffee Organization; il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale; Omar Zidarich, Presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè; Fabrizio Polojaz, Presidente dell’Associazione Caffè Trieste e Luigi Morello, Presidente IEI – Istituto Espresso Italiano.

Sono inoltre intervenuti gli esperti Michele Cannone Edoardo Cucco, rispettivamente Global brand director e brand manager di Lavazza; Massimo Renda, Presidente di Caffè Borbone; Giuseppe Biffi, Digital enterprise Siemens e Cosimo Libardo, Strategic Advisor dell’Organizzazione Mondiale dei caffè speciali e neo eletto Treasurer del Board internazionale della Specialty Coffee Association.

Massimiliano Fabian nel suo intervento afferma di avere fra gli obiettivi principali del suo mandato annuale quello di un efficientamento dell’ICO, andando a snellire una burocrazia piuttosto pesante per poter poi risultare efficaci e avere un impatto pratico a favorire quell’economia circolare del caffè che andrebbe inquadrata come obiettivo comune del settore. Settore inteso come insieme, quindi paesi produttori e aziende pubbliche e private che ICO vorrebbe mettere sullo stesso piano di dialogo, fornendo loro dati e strumenti informatici utili a pianificare un’attività più sostenibile.

Fabrizio Polojaz, in qualità di rappresentante di un’associazione di filiera, fa un excursus sull’evoluzione del mestiere del torrefattore e della preparazione dell’espresso – andando ad indicare le nostre aziende del caffè come una tipica espressione dell’industria italiana attuale, rimarcando il ruolo di collettore dell’Associazione Caffè Trieste.

Omar Zidarich mette in risalto un cambiamento di atteggiamento del comparto caffeicolo dopo le difficoltà degli ultimi anni, registrando una maggior propensione al dialogo fra tutti i protagonisti della filiera. Uno scambio di informazioni – di numeri reali – che in alcuni casi, come la condivisione di dati che portano ad inquadrare lo scarto di lavorazione industriale in qualità di ingrediente fondamentale per la produzione di biogas, che su larga scala possono portare a vere e proprie vittorie di tutto il settore.

Luigi Morello per fare il punto sullo stato dell’arte del caffè affronta il tema della qualità a tutto tondo, spiegando come l’Istituto Espresso Italiano offra consulenza e servizi per ciò che riguarda certificazioni; promozione e formazione sul caffè, giungendo alla conclusione che se si riuscisse a formare adeguatamente il consumatore finale si potrebbe anche abbattere il tabù del prezzo di vendita.

Michele Cannone Edoardo Cucco aprono gli interventi che hanno come tema principale Innovation & Sustainability oriented portando all’attenzione della platea la case history del prodotto La Reserva de ¡Tierra! Cuba – un caffè che ha come target un consumatore che vuole rintracciare in ciò che acquista gli stessi valori etici e la stessa responsabilità sociale che lo contraddistingue e che per questo è disposto a pagare per prodotti premium.

Massimo Renda sostiene che in ottica sostenibilità la chiave di volta sia ascoltare maggiormente un cliente che è già molto consapevole. Un consumatore che va visto come stimolo ad una competizione virtuosa fra le filiere produttive e che con le sue scelte di consumo premia le aziende che più si applicano per efficientare i processi produttivi, fare un utilizzo esteso di energie rinnovabili e promuovere una costante lotta agli sprechi.

Giuseppe Biffi illustra come la digital factory può aiutare le aziende a raggiungere nuovi traguardi in termini di tracciabilità e efficienza produttiva. Punti chiave per soddisfare un cliente che per rimanere fedele al marchio vuole l’evidenza di dati trasparenti su origini e certificazioni dei prodotti; esige reazioni più rapide e precise in caso di richiami, così come vuole riconoscersi nei valori etici promulgati. Biffi non trascura nemmeno il tema della sostenibilità: un’industria responsabile di un terzo del consumo di energia totale e del 20% delle emissioni di CO2 per migliorare deve dotarsi di soluzioni ad altissima efficienza e di sistemi di monitoraggio che le permettano di ottimizzare ogni dettaglio del processo produttivo. Di grandissima rilevanza in questo senso è l’apporto delle simulazioni virtuali che permettono l’accesso ad un design generativo che – fuori linea – permette di individuare e andare a produrre solamente le configurazioni più promettenti e efficienti.

Chiude gli interventi di questa anteprima del Trieste Coffee Experts 2023 Cosimo Libardo che mette in contrapposizione la realtà della grande impresa a quella della piccola azienda, individuando in “intento” e “istinto” i due drive che le contraddistinguono. In un mercato suddiviso sempre più in piccoli cluster e caratterizzato da una fluidità che rende difficile programmare a dodici mesi, la piccola impresa per diventare grande industria deve saper parlare ai consumatori iniziando dall’interno, ovvero dai dipendenti. I primi clienti difatti sono i dipendenti ed è attraverso di essi che si può dare il via ad una identità aziendale precisa che poi diventa community e pone le basi per conquistare un mercato sempre più ampio e divenire grande impresa.

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