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“Me la ricordo come una giornata felice”: il libro di Roberto Racca che intreccia racconti di vita e di grandi vini

18.11.2022

La Società Editrice Allemandi dà il via a una nuova linea editoriale dedicata a storie e divagazioni intorno al mondo dell’arte, con "Me la ricordo come una giornata felice" di Roberto Racca, un libro prezioso, che intreccia racconti di vita e di grandi vini

La Società Editrice Allemandi dà il via a una nuova linea editoriale dedicata a storie e divagazioni intorno al mondo dell’arte, con Me la ricordo come una giornata felice di Roberto Racca, un libro prezioso, che intreccia racconti di vita e di grandi vini.

Il vino e la vita hanno molti tratti comuni, entrambi possono essere racchiusi in un attimo. Me la ricordo come una giornata felice racconta questi momenti, in un’opera che dà voce agli stati d’anima di un appassionato uomo del vino, l’autore Roberto Racca. Lo fa con un ritmo serrato e una composizione originale e fuori dall’ordinario, nella collana «Allemandi Esplorazioni»: un nome che evoca un punto di partenza, mentale e fisico, in grado di collegare un viaggio a una meta, anche immaginaria. Lontano dagli schemi. Oltre la cornice del quadro.

Roberto Racca

Il libro esplora l’anima umana e i suoi tanti stati, dalla felicità alla delusione, dalla malinconia alla forza straordinaria che serve per superare le difficoltà, anche quelle più drammatiche. L’espressione delle emozioni è ciò che rende un uomo un grande uomo: così l’autore nelle sue pagine dà voce, forse per la prima volta, a tante sensazioni che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita ma a cui non sa dare un nome.

Me la ricordo come una giornata felice è diviso in tre parti, tre piani di lettura e di osservazione che camminano insieme: le pagine sul lato sinistro sono dedicate alla vita, senza una sequenza temporale lineare: raccontata con tutte le sue contraddizioni e con tutti i momenti meravigliosi che ci dona. Le pagine sul lato destro sono invece storie di vino, quello con la V maiuscola, intessuto di aneddoti indimenticabili, etichette e territori; esperienze molto personali rese straordinarie, ancora una volta, dagli uomini e dalle donne e dalle loro scelte. L’autore conduce alla scoperta del vino inteso come viaggio, uno strumento nobile per distillare, riconoscere e schiarire pensieri e sentimenti.

La terza parte dell’opera è sorprendente e inaspettata: racchiude undici tavole dell’artista Annalisa Bollini dedicate ad altrettante opere, realizzate nel corso degli anni per Roberto Racca. «Solitudine», «Malinconia», «Rimpianto», «Nostalgia», «Assenza», «Morte», «Tenerezza», «Innamoramento», «Luce», «Buio» e «Non è la fine» uniscono colori, fili e frammenti di carta e di stoffa preziosa, in un ritmo sempre nuovo e inatteso.

Queste emozioni sono tradotte in opere d’arte attraverso ricami dalle tinte forti o delicate, che riempiono i contorni di forme misteriose. La scelta dell’arte del ricamo non è casuale: questa pratica antica dà un valore diverso al tempo; la cura, le pause e la precisione scandiscono l’attimo, lontano dalle mille frenesie quotidiane.

Me la ricordo come una giornata felice è un percorso dell’anima per chi scrive e per chi legge, dove si respira un senso di compiutezza e di serena consapevolezza.

È un libro che cambia chi lo legge, lo si apra per la passione per il vino, l’amore per la letteratura o quello per l’arte.

Il volume è in lingua italiana e inglese.

ME LA RICORDO COME UNA GIORNATA FELICE
Pagine di vite e di vino
di Roberto Racca
con le opere del ciclo «Stati d’anima»
di Annalisa Bollini
2022, brossura con alette, 192 pp.,
11 ill., 16,5 x 24 cm,
Edizione in italiano e inglese
ISBN 978-88-422-2574-4
Euro 30
Roberto Racca (Torino, 1960) è consulente strategico di importanti aziende vitivinicole italiane. In trent’anni ha costruito la sua cultura enologica attraverso lo studio, il viaggio e il confronto con esperti autorevoli. Nel 2003 ha fondato la R.R. & Partners, società di consulenza strategica per il vino. Ė stato wine manager per un’importante multinazionale e ha seguito come responsabile la nascita della Banca del Vino di Pollenzo. Questo è il suo primo libro di narrativa, all’incrocio tra enologia e memoir.
Annalisa Bollini (Torino, 1984) racconta storie con le immagini e il ricamo. Ha studiato storia dell’arte, illustrazione, arteterapia e didattica dell’arte. Come illustratrice è stata finalista a importanti concorsi internazionali e ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Con Isabelle Lafonta, ha pubblicato Histoires de fete d’ici et d’ailleurs  (2011) ed è l’autrice di Qui a volé le savon (2015). Ha iniziato a ricamare gli «Stati d’anima» per Roberto Racca nel 2017.
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