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Federalimentare presenta il primo report sulla sostenibilità

26.10.2022

Presentato a Parma, nell’ambito di Cibus Tec, il primo report sulla sostenibilità di Federalimentare relativo alle attività svolte nel 2021, predisposto con il supporto di Deloitte

Presentato a Parma il primo report sulla sostenibilità di Federalimentare relativo alle attività svolte nel 2021, predisposto con il supporto di Deloitte. Volto ad illustrare l’impegno della Federazione riguardo alla sostenibilità, da intendersi nella sua più ampia accezione, il report è stato presentato ieri nell’ambito di Cibus Tec, alla presenza di Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, Franco Amelio, Deloitte Sustainability Leader, Paolo Andrei, Rettore università Parma e Antonio Matonti, Direttore Affari Legislativi Confindustria. Al suo interno, sono elencati i principali ambiti di azione in cui la federazione ha operato nel 2021, un anno di ripresa da una crisi economica e sociale senza precedenti che, insieme alle recenti difficoltà legate alle risorse e all’approvvigionamento, ha mostrato da un lato la centralità del settore e dall’altro l’importanza di sviluppare un sistema alimentare sempre più solido e resiliente. Su queste basi, il report fornisce una panoramica del settore – dai numeri dell’industria del food&beverage, alle politiche nutrizionali messe in atto, dall’attenzione ambientale, alle attività formative, dalle attività fieristiche, all’internazionalizzazione – che è anche uno strumento per capire come agire, mettendo al centro delle priorità le dimensioni ambientali, sociali ed economiche al fine di accompagnare la filiera verso modelli di produzione e consumo sempre più evoluti. In questo contesto, l’industria alimentare può giocare un ruolo unico per la ricchezza che produce, l’occupazione che crea, l’immagine che rappresenta nel mondo e le grandi potenzialità che la caratterizzano.

La questione della sostenibilità non è ovviamente un tema nuovo, ma è una questione sempre più urgente soprattutto per la nostra industria che crea prodotti di importanza primaria per le persone. Una imprescindibilità che il 2021 e l’anno in corso ci stanno mostrando una volta di più, ribaltando completamente l’idea piuttosto comune del cibo come qualcosa di scontato – ha detto il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio, che ha aggiunto –  Lungi da essere un elemento ovvio, ciò che mangiamo è strettamente interconnesso con ciò che ci accade intorno. Il cibo, cioè, è una questione centrale e proprio per questa ragione ha senso parlare di sostenibilità. Una sostenibilità che deve essere ambientale, che è la grande sfida del nostro tempo, sociale ed economica. In questo senso è importante che coesistano istanze differenti come ad esempio la volontà di sprecare meno possibile, la volontà di mantenere alti i livelli occupazionali e la volontà di esportare sempre di più in sempre più Paesi e che vengano portate avanti insieme e con lo stesso impegno. Il report che presentiamo oggi, allora, si propone di essere proprio il punto di partenza di un percorso che nel tempo può raccontare l’evoluzione della federazione dell’industria alimentare italiana attraverso la lente della sostenibilità” – conclude Vacondio.

Il tema della sostenibilità costituisce da tempo uno degli ambiti nei quali l’Università di Parma si sta impegnando con grande determinazione, coinvolgendo tutte le sue missioni principali (didattica, ricerca e rapporto con la società) – ha dichiarato il Rettore Paolo Andrei – Si tratta di un principio di primaria importanza nelle sue implicazioni economiche, sociali e ambientali, e sul quale si gioca una partita fondamentale per il nostro presente e per il nostro futuro: una responsabilità da cui nessuno può esimersi e che coinvolge pienamente l’intera filiera delle produzioni e dei consumi alimentari”.

In un contesto così complesso come quello attuale, la sostenibilità è ormai una dimensione imprescindibile per le imprese, anche per quelle del settore Food&Beverage” – conclude Franco Amelio, Deloitte Sustainability Leader. “Per le aziende è infatti essenziale ormai dotarsi di una strategia climatica, sia nel breve che nel lungo termine, che deve tenere conto degli aspetti ambientali, economici e sociali e declinarsi in obiettivi concreti in termini di metriche, processi e rendicontazione. Per questo siamo lieti di aver supportato Federalimentare nella realizzazione del loro primo report dedicato a tali aspetti“.

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